La voce che precede il silenzio
Ogni presentazione della Pietà inizia con una voce.
Non quella della cronaca, ma della coscienza.
Il monologo scritto e interpretato da Federico Quaranta è un rito laico, un momento di raccoglimento che apre lo spazio interiore necessario all’incontro con la scultura.
Le sue parole non spiegano: chiamano.
Chiamano lo spettatore a fermarsi, a respirare, ad attraversare l’immagine prima con l’anima che con gli occhi.
È un testo poetico, antropologico e viscerale che restituisce al pubblico il significato profondo della Pietà: la compassione come forza che unisce ciò che la violenza divide.
Ogni performance è unica.
Può avvenire accanto alla scultura o in uno spazio scenico dedicato, con una luce sola, una voce e il silenzio del pubblico.
Un’esperienza essenziale che trasforma la mostra in un momento di partecipazione emotiva e civile.
Specifiche tecniche
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Spazio scenico minimo: 3×3 m (fronte pubblico o in prossimità della scultura)
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Microfonazione e impianto audio professionale
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Illuminazione calda e direzionale per creare atmosfera intima
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Durata del monologo: circa 10–15 minuti
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Possibilità di traduzione simultanea o sottotitolazione multilingua