Wunderkammer² — Filippo Tincolini, Spiritus Montis, Cava di Crestola, Carrara, 2026
Il 19 aprile 2026, nella Cava di Crestola a Carrara, Filippo Tincolini presenta Spiritus Montis - prima mondiale di scultura robotica eseguita direttamente sulla parete interna di una cava apuana. Il robot ROBOTOR ONE-SPECIAL, sviluppato da LITIX spa, rivela nella pietra viva una figura femminile in posizione fetale: una forma che la montagna custodiva già. Wunderkammer², evento ideato da Franchi Umberto Marmi, ospita anche Michelangelo Pistoletto, Laura Veschi, Giuseppe Veneziano e Luciano Massari.
WUNDERKAMMER²
Quarry · Art · Gallery
Testo critico di Roberto Spinetta
Cava di Crestola, Carrara | 19–20 aprile 2026
«Una buona pratica preliminare di qualunque altra è la pratica della meraviglia.
Esercitarsi a non sapere e a meravigliarsi.»
Chandra Livia Candiani
LA PREPARAZIONE AL VIAGGIO
Wunderkammer² nasce da un'intuizione di Alberto Franchi, proprietario della cava-galleria di Crestola: un omaggio al marmo, alle Apuane e al mondo che intorno a questa materia si è costruito nei secoli. La cava non è più soltanto luogo di estrazione, ma diventa spazio culturale, dispositivo di visione. Un luogo in cui la montagna smette di essere solo risorsa e si rivela per ciò che è: memoria, lavoro, identità.
Il percorso si apre alla sede di LITIX spa in località La Piastra, con le opere della serie La soglia del silenzio di Luciano Massari — quattro sculture in marmo bardiglio nuvolato che preparano l'occhio a vedere diversamente, dispositivi di attesa che invitano a rallentare prima dell'ingresso nel ventre della montagna.
SPIRITUS MONTIS — FILIPPO TINCOLINI
Il 19 aprile 2026 avviene un primato assoluto nella storia millenaria dell'estrazione e della lavorazione del marmo apuano: il robot ROBOTOR ONE-SPECIAL, sviluppato dalla carrarese LITIX spa, lavora per la prima volta in diretta la parete interna di una cava, davanti a un pubblico, come atto artistico intenzionale.
La forma che emerge dalla parete della cava-galleria è una figura femminile raccolta su se stessa, in posizione fetale. Non una figura che spinge verso il mondo esterno, non un corpo che lotta per uscire dalla materia. Una forma che è già dentro, che non ha fretta, che abita il suo contenitore di pietra con la serenità di chi non ha ancora conosciuto il peso della gravità, la violenza dell'aria, la solitudine dello spazio aperto.
Il primato tecnico, per quanto storico, è il mezzo — non il fine. La domanda che Tincolini pone non è: cosa può fare un robot? È: cosa significa rivelare una forma che la montagna conteneva già? Il robot è la sua mano estesa, moltiplicata in precisione, affinata fino al limite della percezione. La parete non è una superficie neutra: porta con sé il tempo geologico, i segni dell'estrazione, le tensioni interne della montagna. L'intervento robotico non cancella questa memoria, ma vi si innesta, la attraversa, la rende leggibile in un altro modo.
La figura resterà lì. Una tra le infinite forme che le Alpi Apuane custodiscono. Una sola. Quella che Filippo Tincolini ha scelto di vedere. Quella che il robot ha avuto la precisione di dire. Quella che la montagna — da milioni di anni — aspettava che qualcuno, finalmente, riconoscesse.
GLI ALTRI ARTISTI
Michelangelo Pistoletto presenta La Grande Mela (The Reintegrated Apple): una scultura in marmo levigato che porta inscritta la memoria di una separazione — il morso che interrompe la continuità della forma — ricucita da graffe metalliche come sutura che non nasconde la ferita ma la attraversa. Figura del Terzo Paradiso, luogo in cui natura e artificio cercano una forma condivisa.
Laura Veschi presenta Anatomia della Meraviglia, un'installazione fotografica che racconta il marmo non come oggetto ma come mondo: dalle cave alle gallerie, dai laboratori ai blocchi, là dove la pietra incontra la mano e la macchina. Un evento ontologico — l'istante in cui la pietra, attraversata dalla luce, dal gesto e dal tempo, torna a dire sé stessa.
Giuseppe Veneziano presenta White Slave: Biancaneve materializzata nel marmo, seduta sulla sedia Panton, introduce uno scarto ulteriore della meraviglia — quella che nasce dallo slittamento dei linguaggi e dal tradimento del noto.
LA SERATA DEL 20 APRILE
Quattromila candele curate da Martinelli Luce trasformano la cava nella scenografia ideale per il Candlelight Quarry Concert: Giuseppe Califano interpreta Piovani, Morricone ed Einaudi tra le gallerie illuminate. La luce artificiale non sostituisce la luce del marmo, ma la rende ascoltabile. Come se tutto fosse disposto per ricordare che la bellezza non coincide con il decoro, bensì con un'apparizione: il momento in cui qualcosa, finalmente, si mostra.
In questa visione, voluta da Franchi Umberto Marmi, la cava si afferma definitivamente come luogo culturale, capace di accogliere linguaggi diversi e di ricondurli a un'esperienza unitaria, dove la materia non è più solo oggetto, ma origine del racconto.
PRIMA MONDIALE A CARRARA: IL ROBOT ROBOTOR ONE-SPECIAL SCOLPISCE LA PARETE DI UNA CAVA
Filippo Tincolini presenta Spiritus Montis a Wunderkammer² — con Pistoletto, Veschi, Veneziano, Massari
Carrara, 19 aprile 2026 — Nella serata di sabato 19 aprile, nella Cava di Crestola nel bacino apuano di Carrara, lo scultore Filippo Tincolini ha realizzato Spiritus Montis: un bassorilievo in marmo apuano vivo eseguito dal robot ROBOTOR ONE-SPECIAL, sviluppato dalla carrarese LITIX spa, direttamente sulla parete interna della galleria estrattiva. Per la prima volta nella storia millenaria dell'estrazione del marmo apuano, un robot antropomorfo scolpisce la parete di una cava come atto artistico intenzionale, davanti a un pubblico, in tempo reale.
L'opera raffigura una figura femminile in posizione fetale, avvolta in un velo di tessuto tradotto in marmo — una forma in gestazione nel ventre della montagna. «La domanda che l'opera pone non è cosa può fare un robot» dichiara Tincolini, «ma cosa significa rivelare una forma che la montagna conteneva già. Il robot è la mia mano estesa, moltiplicata in precisione, affinata fino al limite della percezione.»
Wunderkammer² — evento biennale ideato da Umberto Franchi, proprietario della cava-galleria di Crestola, con Carrara District — ha ospitato anche Michelangelo Pistoletto con La Grande Mela (The Reintegrated Apple), Laura Veschi con l'installazione fotografica Anatomia della Meraviglia, Giuseppe Veneziano con White Slave, e Luciano Massari con La soglia del silenzio. Il testo critico dell'evento è firmato da Roberto Spinetta.
La serata del 19 aprile ha incluso il Candlelight Quarry Concert — Giuseppe Califano ha interpretato Piovani, Morricone ed Einaudi tra quattromila candele curate da Martinelli Luce. La seconda giornata, 20 aprile, ha previsto un tour guidato del Carrara District e di ROBOTOR, con brunch negli spazi di Franchi Umberto Marmi.
Partner tecnici:
LITIX spa | ROBOTOR | Martinelli Luce | Candlelight
Partner: Internnow | Marmoles Man Carrara | Franchi Umberto Marmi | AD: Danae Project
