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SPACEMAN
fluo
Una scultura antica. Un corpo nuovo. Un colore impossibile da ignorare.
La serie “Spaceman Fluo” nasce dall’incontro tra due mondi solo in apparenza lontani: la scultura classica e l’astronauta, il mito antico e l’immaginario spaziale, la memoria dell’arte e l’energia del colore contemporaneo.
Ogni opera prende forma da un’icona della storia dell’arte e la trasforma in una presenza nuova. La tuta spaziale diventa una nuova pelle eroica. Il colore fluo diventa il segno del presente. Le forme della classicità tornano così a parlare con una forza immediata, adatta agli spazi contemporanei e capace di creare un punto focale forte, riconoscibile, memorabile.
Spaceman Fluo è una serie pensata anche per chi desidera un’opera di grande impatto visivo, capace di unire cultura, design e contemporaneità. Una scultura che non resta sullo sfondo. Una presenza che cambia lo spazio.
Le opere nelle misure S e M sono realizzate in resina mentre nelle misure L e custom in acciaio.
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SPACEMANshine
Una scultura luminosa. Un corpo pop. Un segnale dal futuro.
Con Spaceman Shine, Filippo Tincolini porta l’astronauta dentro una nuova dimensione visiva: più brillante, più magnetica, più vicina all’immaginario luminoso della cultura contemporanea.
L’astronauta, emblema della cultura pop e simbolo di progresso tecnologico, esplorazione spaziale e avventure fantascientifiche, si rivela attraverso una superficie fluorescente e una presenza quasi radiante. Non è più soltanto una figura scolpita: è un’apparizione, un segnale, un corpo che sembra arrivare da un altrove luminoso.
La vernice fluorescente è un riferimento alla luce stellare, ai bagliori cosmici, alle tracce luminose che attraversano lo spazio. Ma richiama anche la natura effimera della fama, il desiderio di apparire, la tensione continua della cultura pop verso ciò che brilla, seduce e resta impresso.
Le opere nelle misure S e M sono realizzate in resina mentre nelle misure L e custom in acciaio.
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SPACEMANmarmo
Una materia assoluta. Un corpo contemporaneo. Una presenza senza tempo.
Questa serie nasce dall’incontro tra l’astronauta, image tra le più contemporanee del nostro immaginario e il Marmo Statuario Michelangelo, la materia più nobile della storia della scultura. Una pietra carica di memoria, legata alle cave di Carrara, alla grande tradizione italiana, alla storia stessa della forma scolpita. Una materia luminosa, compatta, profonda, capace di trasformare ogni volume in una presenza solenne e definitiva.
Nello Statuario Michelangelo lo Spaceman cambia natura. La tuta spaziale perde ogni carattere provvisorio e diventa una nuova pelle eroica. L’immaginario tecnologico viene trattenuto dalla pietra, rallentato, reso eterno. Ciò che appartiene al futuro viene consegnato alla durata del marmo.
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SPACEMANbronzo
Un corpo antico. Un simbolo del futuro. Una scultura che attraversa il tempo.
Con la serie in bronzo, lo Spaceman incontra uno dei materiali più antichi e nobles della storia della scultura. L’astronauta, emblema della cultura pop e simbolo di progresso tecnologico, avventure fantascientifiche e futuro possibile, assume nel bronzo una nuova forza espressiva. Non è più soltanto una figura legata alla conquista dello spazio: diventa una presenza fuori dal tempo, sospesa tra memoria e modernità, tra archeologia e visione.
Il bronzo, materiale millenario che accompagna la storia dell’arte da oltre cinquemila anni, conferisce all’opera una qualità più solenne. La sua superficie cattura e restituisce la luce con intensità mutevoli, attraverso patine, riflessi e variazioni cromatiche che rendono ogni scultura viva, profondamente fisica.
In questa versione, lo Spaceman diventa un ponte temporale: un corpo nato dall’immaginario tecnologico contemporaneo, ma affidato a una materia capace di attraversare le epoche. Il bronzo non spegne la dimension futuristica dell’opera, al contrario la rafforza, trasformando l’astronauta in un’icona destinata a durare, come se il futuro fosse già diventato memoria.
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SPACEMANinox
Un corpo metallico. Una superficie specchiante. Un astronauta che dialoga con la luce e con lo spazio.
L’astronauta assume nell’acciaio inox una presenza nuova: più essenziale, più vicina al linguaggio dell’architettura, del design e della contemporaneità verso il futuro.
L’acciaio inox cattura la luce, la moltiplica, la restituisce in modo mutevole. Ogni riflesso modifica la percezione dell’opera, trasformando la scultura in un corpo sensibile all’ambiente, capace di cambiare con il punto di vista, con l’ora del giorno, con la presenza di chi la osserva.
In questa versione, Spaceman diventa una figura sospesa tra forza industriale e visione poetica. L’acciaio non è solo un materiale resistente e durevole: è una superficie attiva, contemporanea, quasi cosmica, che trasforma l’astronauta in un segnale luminoso del futuro.
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